Vivendo sul Lago di Garda, il rapporto con il vento e con l’acqua accompagna naturalmente la quotidianità. È osservando il lago, il suo movimento e le vele che prendono il largo nel Golfo di Salò, o fermandomi sulla sponda raccolta di Gardone Riviera, che è emersa una riflessione legata all’ascolto, alla presenza e al senso della direzione nella vita.
Nella vela, come nella vita, non scegliamo il vento che soffia, ma possiamo decidere se issare le vele e in quale direzione orientarci. È una metafora che ritrovo profondamente anche nella pratica dello yoga, dove il corpo e il respiro insegnano ad abitare il momento presente senza forzare, trovando equilibrio tra stabilità e movimento.
Il libero arbitrio non coincide con il controllo assoluto degli eventi, ma con la capacità di rispondere in modo consapevole a ciò che accade. Esiste un leitmotiv che attraversa la nostra vita, una trama sottile che ritorna nel tempo, ma siamo noi a scegliere come danzare con essa, come orientarci nel cambiamento.
Yoga e vela condividono la stessa essenza: ascolto, fiducia e direzione interiore. Sul Lago di Garda, questo insegnamento diventa visibile, concreto, vivo.